Plautus Festival, a Sarsina la cinquantanovesima edizione

21 luglio 2019

Da quasi sessant’anni, Sarsina, antica cittadina sulle colline romagnole, rende omaggio a un figlio illustre, celebrando il genio di uno dei più grandi commediografi della storia, inventore di ingranaggi immortali della macchina comica che, tra equivoci e fraintendimenti, a duemila anni di distanza riesce ancora a tenere il pubblico con il fiato sospeso. È proprio a Sarsina, infatti, che nacque Tito Maccio Plauto e a lui è dedicato oggi il Plautus Festival, partito nel 1956 con un Miles Gloriosus del Centro Universitario Teatrale di Parma e diventato poi festival di caratura nazionale, nel 1965, dopo qualche interruzione.

Sotto la direzione artistica di Cristiano Roccamo, il festival, giunto alla cinquantanovesima edizione, torna anche quest’anno ad abitare la magnifica Arena Plautina posta ai piedi del borgo medievale di Valbano, con un programma di otto spettacoli, tutti con inizio alle 21.30, quattro dei quali saranno anche audiodescritti per ipovedenti e non vedenti, grazie al progetto Teatro No Limits promosso dal Centro Diego Fabbri di Forlì.

Dopo le incursioni alla Festa Romana di Sarsina nei giorni scorsi, il 21 luglio l’Arena apre le porte alla prima nazionale di Menecmi, tra le opere più note e divertenti del commediografo latino, portata in scena da Massimo Venturiello, protagonista degli esilaranti qui pro quo che caratterizzano la vicenda dei due celebri gemelli separati alla nascita. Restando nell’area d’ispirazione plautina, il 28 luglio Filippo Dini dirige un’opera di Sergio Pierattini ispirata alla vicenda dell’arrembante politico Anfitrione, recitata da Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Valeria Angelozzi, mentre il 4 agosto arriva la prima nazionale dell’Asinaria diretta da Gigi Palla con protagonista Giorgio Marchesi, volto amatissimo della fiction italiana, e il 9 agosto lo stesso Roccamo dirige La Càsina, anch’essa al debutto nazionale, con gli attori del Laboratorio Teatrale del Plautus Festival.

Non solo Plauto, però, perché il festival ospita anche opere di altri autori classici, con qualche salto nella drammaturgia del presente. “Pur prediligendo nella sua programmazione il repertorio del Dramma Antico, spiega infatti Roccamo – il Festival non ha comunque mai disdegnato uno sguardo sulla più qualificata drammaturgia moderna e contemporanea, così come le contaminazioni con altri linguaggi dello spettacolo dal vivo quali la musica, la danza e il circo”.

Il 1° agosto, per esempio, spazio alla grande tragedia, con un allestimento dell’Ecuba di Euripide diretto da Giuseppe Argirò, che vede in scena un ricco cast composto da Francesca Benedetti, Maria Cristina Fioretti, Viola Graziosi, Maurizio Palladino, Graziano Piazza, Elisabetta Arosio, Sergio Basile, Gianluigi Fogacci. È ispirato al genio comico di Carlo Goldoni, invece, I due Gemelli di Natalino Balasso, che ha immerso la vicenda carica di equivoci innescata ancora una volta dall’incontro tra due gemelli che non si riconoscono, negli anni ’70 italiani, epoca lontana nel tempo, ma più familiare rispetto agli anni quaranta del settecento; a dirigere l’allestimento, in scena il 7 agosto, è Jurij Ferrini, che dello spettacolo è anche protagonista. L’immancabile salto nella grande drammaturgia inglese è invece all’insegna di uno shakespeariano Mercante di Venezia interpretato da Mariano Rigillo e Romina Mondello, in programma il 12 agosto, e La tragica storia del Dottor Faust di Marlowe, con Edoardo Siravo e Antonio Salines, in scena il 17 agosto. E per i più piccoli sono assolutamente da non mancare gli ultimi due appuntamenti del Plautus per ragazzi in Piazza San Francesco alle 21: il 25 luglio arriva Il rapimento del Principe Carlo, spettacolo di burattini del Teatro del Drago, mentre l’8 agosto la Compagnia gli Alcuni presenta Rosso come Cappuccetto Rosso.