Popolizio dirige i “Ragazzi di Vita” con Lino Guanciale

11 marzo 2019

La sfrenata vitalità di ben diciannove interpreti per riportare in scena i Ragazzi di Vita di Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dalla morte dello scrittore friulano. Il primo adattamento teatrale del celebre romanzo del 1955, in cui il poeta raccontava l’umanità vivida e dolente dei ‘borgatari’ di Roma, carica di violenza e amore, pudore e spregiudicatezza, è arrivato dalla penna dello scrittore Emanuele Trevi, per la regia di Massimo Popolizio, in una produzione del Teatro di Roma.

Lo spettacolo, particolarmente atteso dai pubblici di tutta Italia e già vincitore dei tre premi più prestigiosi del settore, Premio Ubu e Premio ANCT 2017 per la miglior regia, e Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come migliore spettacolo della stagione e come migliore regia, è stato in regione per un mese circa, con quattro tappe in altrettanti teatri per concludere all’Arena del Sole di Bologna dal 21 al  24 marzo, con un Conversando di teatro in programma il 23 marzo alle 15 alla Sala Teatro Centofiori in Via Gorki.

Con la sua regia Popolizio conduce il pubblico “dentro” le giornate dei giovani sottoproletari, in un viaggio tra singoli episodi con salti temporali per raccontare storie di vite in cui convivono tragico e comico, violenza e grottesco, in una struggente lotta con la quotidianità. “Poiché – spiega il regista – è “una vitalità infelice, la loro. E la cosa più commovente in quest’opera è proprio la mancanza di felicità”.  Sulla scena spoglia che evoca povertà e degrado delle periferie, grazie all’interpretazione di Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Verdiana Costanzo, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni e Andrea Volpetti, prenderanno quindi vita Riccetto, Lenzetta, il Caciotta, Amerigo, Begalone, Alvaro, Spudorato e gli altri, con le loro vite fatte di espedienti, sempre a caccia di soldi e passatempi. A posare lo sguardo su questo microcosmo e a raccontarlo come narratore-autore che si aggira con sguardo ‘straniero’ è Lino Guanciale, fresco di due premi, Ubu e Anct, come miglior attore italiano, interprete molto amato sia dal pubblico teatrale che da quello televisivo. Sotto i suoi occhi che si fanno subito parola e racconto, come quelli del Pasolini di cui rappresenta qui l’alter-ego, si dipanano le vicende che hanno reso Ragazzi di Vita uno degli affreschi più fedeli e dolorosi della povertà morale e materiale dell’Italia degli ultimi alla vigilia di un boom economico che, nella visione pasoliniana, porterà un benessere materiale mortale. Le scene sono di Marco Rossi, i costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Luigi Biondi, il canto di Francesca della Monica, i video di Luca Brinchi e Daniele Spanò, e assistente alla regia è Giacomo Bisordi.