Ammutinamenti fa un “Reset”. Largo all’impossibile per l’edizione 2020

09 settembre 2020

Fin dai suoi esordi Ammutinamenti cura e sostiene le giovani generazioni di autori e autrici del mondo della danza, intercettando talenti e creando condizioni ideali per dare loro spazio, visibilità e opportunità di crescita in relazione a una città e un pubblico che negli anni hanno accolto la sfida di ospitare e interagire con lo speciale cantiere creativo messo in moto da Cantieri Danza ventidue edizioni fa. In un anno speciale che ancora sta facendo i conti con le condizioni dettate dalla pandemia da Covid-19 il festival di danza urbana e d’autore ravennate rilancia sulla formula che lo ha reso vincente, scovando nuovi spazi da abitare e attivando molteplici connessioni tra artisti e territorio.

“Nella sua veste rimodulata e ridimensionata – spiegano le curatrici Selina Bassini, Daniela Camerani, Francesca Serena Casadio, Christel Grillo, Giulia Melandri e Simona Pucciarelli – Ammutinamenti 2020 è soprattutto un atto di resilienza che testimonia la fiducia nella ripartenza della vita culturale della comunità e la volontà di continuare ad esserci: è l’impossibile che diventa indispensabile”. Sotto il titolo Reset-L’impossibile è indispensabile, il festival si apre dunque con una ricca giornata inaugurale il 12 settembre, con partenza dalla Darsena che sarà approdo di una passeggiata danzata dedicata alla celeberrima The Nelken Line di Pina Bausch per le vie del centro. Si prosegue al Parco Deserto Rosso, sempre in Darsena, dove Nicolas Grimaldi Capitello presenta Kurup, spettacolo vincitore del bando Danza Urbana XL, mentre la coreografa Camilla Monga presenta Golden Variations, un lavoro che proietta lo spettatore in una memoria musicale collettiva fatta di atmosfere che rievocano canti ancestrali sardi, retaggi futuristi e sonorità blues, con la musica di Filippo Vignato, tra i giovani jazzisti italiani più interessanti del momento.

Nella stessa giornata le Artificerie Almagià, luogo storico della kermesse, ospitano invece Giunco: installazione e pratiche open air, frutto della residenza artistica della coreografa e danzatrice Paola Ponti, dell’artista visiva Giorgia Severi e del musicista Giacomo Gaudenzi, con la curatela di Sabina Ghinassi e Selina Bassini, nell’ambito del progetto Appunti per un Terzo Paesaggio per Viva Dante – Ravenna 2020/21 nato sei anni fa per connettere paesaggio, natura, comunità e cultura, a partire dalle esperienze più liminali e sperimentali. E sempre l’Almagià accoglie il ravennate gruppo nanou con Alphabet: conversazione, prototipo per installazione coreografica, un percorso di prove ed errori, confronti, che culmina con la messa in scena di un prototipo, e un nuovo progetto di Nicola Galli, Il mondo altrove: una storia notturna, ispirato alla nozione di giardino di Gilles Clément e agli studi etnografici di Claude Lévi-Strauss.

Dal 17 al 19 settembre occhi puntati sulla Vetrina della giovane danza d’autore che seleziona giovani talenti attraverso un bando dagli operatori del Network Anticorpi XL. Protagonisti di questa edizione sono artiste e artiste provenienti come sempre da tutta Italia (Jari Boldrini & Giulio Petrucci, Nicola Simone Cisternino, Collettivo Munerude, Lucrezia Gabrieli, Martina Gambardella, Pablo Girolami, Nicolas Grimaldi Capitello, Claudia Lia Latini, Gennaro Andrea Lauro, Nyko Piscopo, Paolo Rosini, Stefania Tansini, Matteo Vignali & Noemi Dalla Vecchia) e i loro lavori si potranno vedere tra il Teatro Alighieri e (in caso creazioni per spazi aperti) alla banchina della Darsena. Accanto ai coreografi selezionati per la Vetrina, il 18 settembre il giovane Matteo Marchesi presenta BOB, lavoro selezionato nell’ambito l’azione della rete CollaborAction Kids, frutto di due anni di ricerca con gruppi di bambini sull’esplorazione dei mostri, delle loro apparenze, dei bisogni e dei luoghi a cui possono o non possono appartenere.

Il 19 settembre spazio infine a Prove d’Autore XL che porterà sul palcoscenico del Teatro Rasi giovani coreografi e coreografe emergenti della danza contemporanea italiana chiamati a confrontarsi con l’ideazione e la scrittura coreografica per ensemble di danzatori di formazione accademica. Protagonisti di questa settima edizione dell’azione sono il duo formato da Ginevra Panzetti-Enrico Ticconi in scena con la MMContemporary Dance Company diretta da Michele Merola e Giselda Ranieri con il Balletto Roma. Ispirato alla più celebre coppia di amanti shakespeariani, Juliet, Juliet, Juliet di Panzetti e Ticconi si concentra solo su una delle due figure, sospendendo lo scambio amoroso con Romeo. Giulietta collassa così in sé stessa, unica e clone, protesa in un gesto lirico ispirato alla tensione plastica dei cantanti d’opera che ha guidato la ricerca coreografica e la composizione musicale. L’ironica danza di Giselda Ranieri si confronta invece con i danzatori del Balletto di Roma nello spettacolo GLITCH: HERE WE GO AGAIN, una coreografia per quartetto che si interrompe ogni volta che un interprete esce dal coro per raccontare la sua storia, mettendo in moto un carillon di stati d’animo e narrazioni. Completano il programma il percorso di formazione Training Days rivolto a ragazzi e ragazze dai 18 ai 25 anni e il progetto formativo del Network Anticorpi XL Nuove Traiettorie rivolto a giovani coreografi selezionati attraverso il bando Vetrina.

Il Festival Ammutinamenti è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, con il contributo della Regione Emilia Romagna e del MIBACT