Pruvulazzu, la Sicilia raccontata da Won Myeong Won

20 febbraio 2020

Un sudcoreano residente in Svezia e innamorato della Sicilia: è il performer coreano Won Myeong Won, artista nomade che per vent’anni ha girato il mondo con le sue performance e i suoi laboratori basati sul metodo “Harmonious man” focalizzato sui concetti di dignità del corpo umano ed esplorazione ed espressione attraverso il movimento, viaggiando soprattutto in zone remote di Paesi diffusi Europa orientale, Asia Centrale, Sud America, Centro e Sud Africa. Da alcune settimane Won è in residenza al Teatro Laura Betti di Casalecchio. Insieme a Roberta Megna (Emily Castelli), Livia Giaffreda, Liselotte Benedikz, Axel Rudolphi, Greta Dubauskė, sei performer provenienti da diverse parti d’Europa e dal Canada, ha invitato nel suo laboratorio creativo la comunità casalecchiese per condividere il work in progress del suo nuovo lavoro ispirato alla polvere dell’Etna, simbolo di una umanità che da secoli vive sul Mediterraneo. La Sicilia d’altronde è collocata al centro di un incrocio tra Europa, Africa e Medio Oriente, posizione che rende la sua cultura ricchissima di intrecci e contaminazioni, culla di saperi densi di storia, di incroci a cui l’artista guarda con interesse e profonda ispirazione.

Come lui stesso spiega, infatti, Won si è innamorato dell’entroterra siciliano quando ha incontrato i villaggi alle pendici dell’Etna: “Ho visitato un piccolo villaggio vicino al vulcano Etna durante il mio viaggio in Sicilia, e lo scenario che vi ho trovato mi ha fatto sentire come un nonno che aveva trascorso la sua vita in Sicilia dopo essere arrivato dalla Tunisia, con la pelle nera, che fumava tabacco con la sua pipa con indosso un cappello di fronte al negozio di un barbiere. Il fumo fluttuante nel silenzio portava in me un pensiero profondo e mi faceva sorridere. La vita delle persone che vivono sull’Etna e nei suoi dintorni mi apparivano come in un altrove. Ironia della sorte, il vulcano si è svegliato di nuovo il 28 dicembre 2018. La gente di questo luogo ha vissuto una giornata dura, piena di speranza, in mezzo al pericolo di questa eruzione vulcanica. Il fumo bianco e nero del vulcano Etna erano in contrasto tra loro. La piccola e universale persistenza della vita si percepiva come polvere. Come le nostre vite che ritorneranno tutte nella polvere”.

Pruvulazzu, s’intitola lo spettacolo, che significa appunto polvere in dialetto siciliano e debutterà in prima mondiale a luglio 2020 nel Teatro Andromeda sui monti Sicani, un teatro all’aperto meraviglioso a 1.000 metri di altezza, costruito dal visionario pastore-scultore Lorenzo Reina. Nell’attesa, il Laura Betti offre l’opportunità di assistere a una anteprima nazionale del progetto, ovvero a una doppia prova aperta del lavoro in corso. L’appuntamento è per giovedì 20 e sabato 22 febbraio alle 21, ed è una preziosa occasione per entrare nell’universo creativo di un progetto che ha coinvolto persone di tutte le età e per scoprire da vicino l’immaginario di un artista-autore che negli anni ha lavorato anche come performer con compagnie che hanno fatto la storia della danza, tra cui il Sung Soo Ahn Pick up Group, la Carolyn Carlson Company, la Wim Vandekeybus / Ultima Vez e la Marie Chouinard Company.