RavennaFestival verso l’alto mare aperto

03 giugno 2019

Per i suoi trent’anni RavennaFestival guarda verso L’alto mare aperto a cui nella Divina Commedia di Dante guardava Ulisse nel viaggio di ritorno verso casa. Un nuovo invito a partire, dunque, questa volta privilegiando la dimensione marittima e mediterranea che molto si addice a una città d’acqua, crocevia di popoli, come Ravenna. Una dimensione “potentemente evocativa di popoli, culture, narrazioni ma le cui tinte – spiegano i direttori artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro in una nota – sono diventate meno luminose negli ultimi anni”. “E se l’immagine (e il suono) del mare aperto – continuano – non può che rimandare anche a voci che ci chiamano e interrogano, la condizione dell’esilio, tragicamente vissuta da Dante, acquista una dimensione corale di devastante potenza. Forse nessuna bellezza potrà consolarci o tantomeno salvarci, ma il rito dell’Arte, sempre uguale e pur sempre diverso, compie un piccolo miracolo: è un rito di comunione e crea, nell’idem sentire, comunità nell’epoca in cui gli individui sono social piuttosto che sociali”.

Tra concerti, letture e spettacoli corali, la rassegna propone dunque un’esplorazione di orizzonti marini e terre che hanno incubato la civiltà occidentale, sotto la metafora del nostos, di un viaggio di ritorno alle origini di quella civiltà, con uno sguardo particolare sulla Grecia antica e moderna. Proprio Atene è infatti la meta del XXIII Viaggio dell’Amicizia guidato da Riccardo Muti, che dirigerà una compagine di orchestrali e coristi nell’esecuzione di un caposaldo del canone occidentale, la Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven, con quell’Inno alla gioia divenuto inno ufficiale dell’Unione Europea. Insieme a Maurizio Pollini, Muti sarà poi protagonista del concerto inaugurale del 5 giugno al Pala De André. L’omaggio alla Grecia prosegue al Teatro Alighieri il 20 giugno con Quando la vita ti viene a trovare, la messa in scena di un dialogo immaginario tra Lucrezio e Seneca sulle questioni ultime dell’esistenza che Enzo Vetrano e Stefano Randisi hanno tratto da un recente libro di Ivano Dionigi, e con lo spettacolo Nella lingua e nella spada di Elena Bucci, con musiche originali di Luigi Ceccarelli, dedicato alla figura di Alexandros Panagoulis, in scena il 12 luglio sempre all’Alighieri. Ancora dalla Grecia, il 28 giugno nel Chiostro della Biblioteca Classense, arriva la voce di Nektaria Karantzi, accompagnata da Vassilis Tsabropoulos, e poi il violinista e direttore d’orchestra Leōnidas Kavakos, in scena mercoledì 12 giugno al Pala De André, e un omaggio al compositore greco Mikīs Theodōrakīs, e al suo capolavoro Zorba il greco in programma il 7 giugno nella Chiesa di San Giacomo a Forlì.

Alle atmosfere marine è dedicato tutto il coté della canzone d’autore, con omaggi musicali a tre autori di altrettante città di mare: Napoli, Genova e Polignano a Mare. Con Attraverso l’acqua, a Palazzo S. Giacomo di Russi, il 21 giugno Enzo Avitabile, insieme a ospiti d’eccezione come Francesco De Gregori, Tony Esposito e i Bottari di Portico, canta la potenza dell’acqua che unisce tutto quello che separa. Il rinnovato Pavaglione di Lugo ospiterà invece due omaggi a Faber nei vent’anni dalla scomparsa; protagonisti Neri Marcorè che il 27 giugno, insieme a Gnu Quartet, presenta Come una specie di sorriso, e Nicola Piovani che nel suo concerto-spettacolo del 28 giugno farà una dedica sempre a De André. A Domenico Modugno invece l’omaggio di Peppe Servillo, affiancato da alcuni dei protagonisti della scena jazz italiana. Il 18 giugno al CLASSIS, Museo della Città e del Territorio di Ravenna, va invece in scena Le parole e il mare, un viaggio nel tempo e nello spazio dentro un Mediterraneo di porti, coste e uomini di mare con lo storico del Medioevo Alessandro Vanoli, l’attore Lino Guanciale e le musiche live di Marco Morandi.

Tornano come costellazione di riferimento le parole Dante, stavolta affidate a un coro di cittadini, per il secondo atto del grande progetto dedicato al sommo poeta dal Teatro delle Albe. Dopo Inferno, andato in scena due anni fa, le Albe hanno infatto già lanciato una nuova Chiamata Pubblica alla città per lavorare sulla seconda cantica del poema dantesco, Purgatorio, la cantica di coloro che “sono contenti di stare nel fuoco”, “delle voci che si disegnano nel canto” spiegano Marco Martinelli e Ermanna Montanari, ideatori e registi del progetto, coprodotto da Ravenna Festival-Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019, in scena dal 25 giugno al 14 luglio, in un palcoscenico itinerante dato dal cammino per le strade della città.

Una attenzione speciale è rivolta alle percussioni. Dopo i 100 cellos e le 100 chitarre, dal 7 al 15 giugno va in scena infatti un tributo musicale alle 100 percussioni, con numerosi concerti diffusi, coronati da due imperdibili appuntamenti rispettivamente con la Stewart Copeland Lights Up Orchestra, in scena il 29 giugno al Pala De André, col mitico componente dei Police a esibirsi con l’Orchestra Cherubini, e con Nick Mason, fondatore e batterista dei Pink Floyd, che il 14 luglio porta al Pala De Andrè il suo progetto Nick Mason’s Saucerful of Secrets, con i suoi storici compagni di palcoscenico. Tra gli altri viaggi musicali da segnalare il concerto From Sarajevo di Goran Bregovic´, in programma il 2 luglio e quello del californiano Ben Harper in concerto il 9 luglio con i The Innocent Criminals; e poi ancora l’omaggio a Louis-Hector Berlioz nel 150° della morte, con Emmanuel Krivine sul podio dell’Orchestre National de France, e il violista Antoine Tamestit nel ruolo musicale di Harold, per l’Harold en Italie in programma il 3 luglio sempre al Pala De André; i sette concerti dei Tallis Scholars diretti da Peter Phillips che il 16 giugno suoneranno in altrettante chiese, basiliche e battisteri, come in un vero e proprio viaggio spirituale ed estatico; si ascolterà poi la voce di Katia e Marielle Labèque che si confrontano con Mozart e poi l’Estonian Philharmonic Chamber Choir; da non perdere, l’8 giugno, Shine! un viaggio verso la luna ideato dal coreografo Micha van Hoecke su musiche live eseguite dai Pink Floyd Legend. Ma l’appuntamento con la grande danza si rinnova anche il 17 giugno con cinque coreografie ispirate a miti antichi, eseguite dalla mitica Martha Graham Dance Company, e il 5 e 6 luglio con l’unica tappa italiana dell’Hamburg Ballett, che presenterà tre coreografie mai viste prima in Italia, per celebrare gli 80 anni di John Neumeier, direttore artistico della compagnia tedesca. A un’altra leggenda della musica si ispirano invece i ravennati di Gruppo Nanou che con We Want Miles, si addentrano nel lavoro di Miles Davis per riscrivere il proprio linguaggio coreografico. Ultimo atto del festival una pioggia di stelle: quella del galà internazionale Les étoiles, per il quale il 16 luglio si esibiranno ballerini dalla tecnica straordinaria che si cimenteranno tra repertorio classico e contemporaneo.