Return Trip. La danza in viaggio tra Italia e Grecia, per una nuova visione di Europa

29 gennaio 2019

Danza e parola, incontri e spettacoli, formazione e sostegno a percorsi professionali: tutto questo è Return Trip, un modello di collaborazione che mira a superare le barriere strutturali di cui la nostra Europa contemporanea è permeata anche in campo artistico, per viaggiare sempre meno a due velocità e trovare un passo comune. Il progetto è ideato dalla Fondazione Nazionale della Danza e sostenuto dalla greca Stavros Niarchos Foundation. Per realizzare questo esperimento, che alterna messe in scena a seminari, presentazioni a conferenze ted talks attraversando tre città italiane (Milano, Reggio Emilia e Brescia) e due europee (Atene e Bruxelles), Aterballetto ha colto l’input proveniente dalla scena contemporanea ellenica (così vitale nonostante gli strascichi di una crisi economica e sociale che ancora ne pregiudica lo sviluppo) e ha costruito una rete insieme a Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, il Festival di Atene ed Epidauro, MM Contemporary Dance Company, Centro Teatrale Bresciano e Les Halles de Schaerbeek.

Al centro del progetto tre dei più interessanti artisti greci: Patricia Apergi, la talentuosa coreografa che s’ispira ai paesaggi urbani contemporanei, dove va in cerca di un modo diverso, migliore, per vivere insieme; Christos Papadopoulos, coreografo cofondatore della compagnia Leon and the Wolf con la quale conduce una ricerca sulla natura del gesto tra danza e performance; e l’artista ateniese Euripides Laskaridis, fondatore della Osmosis Performing Arts Co, regista e performer affascinato dalle nozioni di trasformazione e di resilienza umana, definito dalla critica  burlesco e poetico allo stesso tempo. Tre estetiche diverse, dunque, ma tutte frutto di una comune contemporaneità, ben presente nei loro sguardi scenici. Nelle tre città italiane coinvolte nel progetto, le creazioni saranno presentate in un ciclo di spettacoli e di incontri in cui la danza incontra attualità e storia, conciliando in un unico momento l’esigenza di rappresentare le dimensioni più profonde dell’animo umano e quella di raccontare i fatti. Esplicito il titolo del ciclo, in greco: Kinesis; il sottotitolo invece sottolinea il legame tra danza e pensiero: Corpi e idee in movimento. In Emilia, Kinesis avrà luogo nella sede di Fondazione Nazionale della Danza, a Reggio Emilia, e al Teatro Sociale di Gualtieri, all’interno del monumentale complesso di Palazzo Bentivoglio.

La visione degli spettacoli sarà accompagnata da momenti di approfondimento, incontri che vedranno il confronto fra coreografi e performer della scena creativa greca emergente e ospiti del dibattito contemporaneo, di profilo storico, in grado di raccontare temi e valori che le opere in scena evocano, possibili letture che suggeriscono. Gli stessi artisti guideranno inoltre tre percorsi formativi finalizzati alla realizzazione di nuove creazioni con Agora Coaching Project, progetto di perfezionamento professionale/junior company promosso e sostenuto dalla MM Contemporary Dance Company: l’ensemble composto da giovanissimi danzatori italiani e greci presenterà l’esito dei tre lavori a Reggio Emilia, Milano e Atene, per un esperimento trans-nazionale e cross-metodologico.

A condurre il filo degli appuntamenti il tema del “corpo”: corpo/lente di ingrandimento attraverso la quale esplorare e raccontare la contrapposizione fra negazione e affermazione dei diritti e corpo/simbolo per parlare di povertà e di immigrazione. Il primo appuntamento propone un affondo sulla dimensione cittadina del movimento nel labirinto urbano: si tratta di “Planites”, la creazione di Aerites Dance Company diretta da Patricia Apergi, in scena giovedì 31 gennaio alle 20.00 alla Fonderia di Reggio Emilia. Sul palco cinque danzatori, di grande intensità fisica, attraverso l’energia dell’hip-hop affrontano i temi dell’immigrazione, dell’inclusione e dell’esclusione. Introduce la visione dello spettacolo il talk iniziale, con l’intervento del ricercatore Andrea Chiurato, sul tema della danza come pratica artistica in grado di raccontare il problema attuale dell’attivazione – o non attivazione – dei processi di aggregazione sociale caratterizzanti il tessuto urbano contemporaneo. Si parlerà insomma di integrazione, avvenuta o mancata. Il momento finale del talk, curato della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, sarà dedicato al confronto con la coreografa Patricia Apergi.