Santarcangelo 2021 magico e mutaforme. Il futuro è fantastico dall’8 al 18 luglio

11 giugno 2021

È tutto pronto a Santarcangelo per l’ultimo atto di un cinquantennale lungo un anno intero e interamente targato Motus. Non che fosse previsto: i festeggiamenti per il mezzo secolo del festival della ricerca teatrale più longevo d’Italia avrebbero dovuto svolgersi nell’edizione 2020, ma è storia nota che a programma definito e con decine di artiste e artisti pronte a riversarsi in Piazza Ganganelli da tutto il mondo, la pandemia da Covid-19 ha imposto un ripensamento globale del progetto. Così Santarcangelo 2050 si è fatto in tre. Tre edizioni, una prima d’emergenza nel luglio scorso, con un programma di spettacoli quasi tutti italiani e rigorosamente all’aperto, una seconda invernale, dedicata alle giovani generazioni di registe e coreografe (ridimensionata last minute a causa della seconda ondata pandemica) e l’ultima in programma il prossimo luglio che pur nel rispetto delle regole anti-contagio tenta il tutto per tutto e riconquista la sua consueta dimensione internazionale, richiamando a raccolta artiste e artisti provenienti da mondi culturalmente e geograficamente lontani.

Si terrà dall’8 al 18 luglio il secondo movimento del Futuro Fantastico disegnato da Motus come dimensione ibrida in cui si fondono scenari distopici e tensioni utopistiche, lotte politiche e slanci immaginativi. L’idea di contagio d’altronde non poteva rimanere fuori dalla porta di un festival che storicamente si confronta senza filtri con il presente. “Con l’acuirsi della crisi pandemica la vita è stata messa a nudo nella sua vulnerabilità da un virus che non distingue fra umani e non-umani – spiegano Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande – il Covid-19 è una zoonosi e passa da una specie all’altra: rende manifesto il contagio come condizione della vita tutta”. Santarcangelo 2021 sarà dunque un festival mutaforme di meduse, cyborg e specie compagne, come recita il sottotitolo. Dopo la medusa retro-futurista dello scorso anno, il sogno antispecista e l’invito alla coesistenza pacifica tra tutti i viventi del pianeta si fa ancora più esplicito nell’immagine guida che riproduce alcuni fotogrammi da un video dell’artista taiwanese Betty Apple e sono prodotte da un programma di IA che altera il suo volto, incrociandolo con altri visi umani e animali. Un festival che arriva dal futuro, insomma, da un mondo in cui non esistono confini fra umani, animali, vegetali e inorganici.

Articolati tra teatro, cinema, musica, letteratura e antropologia, i dieci giorni di programmazione saranno organizzati in capitoli tematici, a partire da Bestiari Fantastici, sezione che accoglie artiste provenienti per lo più da America Latina, Africa e Asia tra cui appunto Betty Apple, la regista e drammaturga cilena Manuela Infante in collaborazione con Michael De Cock e il KVS di Bruxelles, la coreografa e ricercatrice messicana Amanda Piña, la performer brasiliana Gabriela Carneiro da Cunha, l’artista ghanese transgender Va-Bene Elikem Fiatsi (con un contributo online), la coreografa Barbara Berti, la performer olandese originaria del Suriname Cherish Menzo e la Grecia la coreografa Lenio Kaklea e infine l’attrice e autrice Ermanna Montanari, co-fondatrice del Teatro delle Albe, che torna al festival con il pittore e illustratore Stefano Ricci e il compositore e contrabbassista Daniele Roccato.

La sezione Interzone accoglie invece molti progetti che ibridano forme e codici differenti generando opere eclettiche come i progetti di Romeo Castellucci musicato da Scott Gibbons, un’anteprima di El Conde de Torrefiel, il collettivo Industria Indipendente con l’artista e regista Rä Di Martino, la cineasta francese Marie Losier e il musicista tedesco Felix Kubin. Nella cornice delle celebrazioni per il centenario della nascita di Fellini, Deflorian/Tagliarini presenteranno invece a Rimini un’anteprima del loro nuovo su Ginger e Fred con il cineasta Jacopo Quadri; per i 30 anni di Mutonia, il collettivo belga GHOST preparerà poi un’azione site-specific in collaborazione con la Mutoid Waste Company. Completano questa programmazione ibrida i film-maker Zapruder, il gruppo Muta Imago e dalla Svizzera Simon Senn. Il cinema diventerà infine nomadico e performativo grazie alla collaborazione con Cinema du Desert, un camion dotato di un impianto fotovoltaico che inviterà a esplorare location inusuali e remote.

Sempre vigile lo sguardo sulle giovani generazioni, con la sezione speciale Begin Anywhere che accoglierà un nucleo di oltre una decina di giovani artiste e artisti che avrebbero dovuto essere in scena a dicembre 2020 in occasione di Winter Is Coming, e che finalmente presenteranno dal vivo spettacoli e interventi site specific, mentre sotto il titolo di Nuove Alleanze sono raccolti due processi partecipativi: uno guidato da Bluemotion / Fanny & Alexander in collaborazione con Tempo Reale nell’ambito della rete di cooperazione Create to Connect → Create to Impact, l’altro a cura di Mara Oscar Cassiani, che presenta la tappa conclusiva di Be Water, My Friends, inserito nel progetto europeo BE PART di cui Santarcangelo dei Teatri è capofila. S’intitola invece How To Be Together, il progetto più utopico del festival. Curato da Chiara Organtini, HTBT comporterà la realizzazione di un villaggio temporaneo ecosostenibile, progettato da AMA | Matteo Ascani. Nato in collaborazione con alcuni tra gli istituti di formazione più innovativi d’Europa, ospiterà per la durata del Festival, un gruppo di circa 50 artiste e artisti da tutta Europa che parteciperanno a 5 laboratori curati da altrettanti maestri e maestre di alto profilo.

 

Nell’ambito dei festeggiamenti per il cinquantennale rientrano la presentazione del libro curato da Roberta Ferraresi a partire dagli archivi (Corraini Edizioni) e la proiezione del documentario diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi per Mammut Film, oltre ad H24 Accaventiquattro, un cartellone diffuso di eventi performativi negli spazi pubblici che sarà inaugurato da un rituale, condiviso con Live Arts Week di Bologna, del musicista Enrico Malatesta e della coreografa Cristina Kristal Rizzo. Il tradizionale calendario di concerti è curato invece da Christopher Angiolini, direttore artistico di Bronson Produzioni.