Santarcangelo Festival sogna un Futuro Fantastico! Dal 15 al 19 luglio il primo atto

12 giugno 2020

Doveva essere l’anno del cinquantennale, con un libro, un film e un’edizione speciale firmata da Motus che avrebbe portato a Santarcangelo di Romagna artiste e artisti provenienti da ogni angolo della Terra, soprattutto da alcuni paesi extra-europei infiammati da contrasti politici e sociali in cui le performing arts stanno vivendo un momento di straordinaria vitalità e innovazione, come il Brasile e l’Argentina. La pandemia ha sconvolto i piani ma non li ha cancellati affatto. Enrico Casagrande e Danielà Nicolò restano infatti saldamente alla guida di uno dei più antichi e innovativi festival europei fino al prossimo anno, dividendo il cinquantennale di Santarcangelo Festival in tre atti: un’edizione d’emergenza per questa estate, un secondo atto invernale dedicato a coreografe e registe italiane emergenti e un terzo atto nel luglio 2021 che riconquisterà la dimensione internazionale.

È tutto pronto per il primo atto, che si terrà dal 15 al 19 luglio in varie location all’aperto e in molti casi inedite. Di fronte all’emergenza Covid 19, in un momento di incertezza assoluta per il domani, Motus rilancia con forza ancora maggiore l’idea di immaginare un Futuro Fantastico assieme ad artisti e artiste capaci di prefigurare altri modelli di vita, di relazione e altre strade da percorrere con coraggio- “Scorrendo i nomi qui presenti – dichiarano Nicolò e Casagrande – ci siamo accorti che… siamo noi, tutta la nostra storia è costellata da frammenti di esperienze condivise con i gruppi presenti a questa tormentata edizione. Sono le/gli artisti/e in Italia con i quali (in trent’anni di storia) abbiamo più combattuto, discusso e condiviso. È una scelta criticabile, ma che rivendichiamo con dolcezza, perché in questo momento così fragile avevamo bisogno di prossimità”.

Una prossimità di idee, prima ancora che di forme e formati, che nella tradizione di Santarcangelo saranno vari, inediti e a volte spiazzanti, giocando su tutti i tavoli possibili, dal monologo all’uso delle tecnologie più avanzate. Su tutte le idee fondanti spicca il fermo ed esplicito no al razzismo e a ogni forma di sopraffazione e di violenza (per tutta la durata del Festival sarà attiva anche una raccolta fondi a favore di Mediterranea Saving Humans). Mentre il mondo è infiammato dal movimento Black Lives Matter, il festival accoglie tre spettacoli recenti, veri e propri cult contemporanei, che propongono un confronto serrato con i limiti dell’umanesimo occidentale. Le voci in questione sono quelle di Davide Enia, che ne L’Abisso (Premio Ubu 2019 come miglior testo italiano) affronta la tragedia degli sbarchi a Lampedusa, di Alessandro Berti che con Black Dick svela l’uso strumentale che i bianchi hanno fatto e continuano a fare dei corpi degli afroamericani, e di Andrea Argentieri (Premio Ubu 2019 come Miglior attore under 35) ospite al festival con una versione site specific de I sommersi e i salvati parte del progetto Se questo è Levi (Premio Speciale Ubu 2019) diretto da Fanny & Alexander.

Tra le altre ospitalità italiane brillano due spettacoli a cavallo tra spettacolo e concerto, ovvero Tiresias, tratto da Hold your own/Resta te stessa di Kate Tempest, nuova creazione di Giorgina Pi e una inedita versione open air del mitico MDLSX di Motus con Silvia Calderoni, che torna (in dono) al festival in cui è stato creato nel 2015 dopo ben trecento repliche in cinque continenti. Moltissimi poi gli ospiti della vibrante scena emiliano-romagnola, a partire da Zapruder, che con la set performance ANUBI III invaderà uno spazio sorprendente con un concerto di motori in equilibrio tra il minimo e il massimo dei giri. La coreografa e danzatrice Paola Bianchi presenterà invece una versione site-specific di Energheia, mentre con il debutto di Tabù, Quotidiana.com affronteranno i divieti che disubbidienza o trasgressione stentano a demolire. Il tema dell’identità e del genere sarà al centro anche del viaggio musicale La Mappa del Cuore di Lea Melandri di Ateliersi. Ampio spazio è riservato alla comunità locale a cui sono indirizzati progetti partecipativi come Family Affair di ZimmerFrei, che indaga cosa è accaduto in sei famiglie nel periodo post-lockdown, Lezioni sul corpo politico e la cura della distanza, un progetto-workshop creato ad hoc per il Festival da Virgilio Sieni sulle forme della trasmissione, della partecipazione e della visione; Be Water My Friends, workshop di Mara Oscar Cassiani sui balli di gruppo, realizzato in collaborazione con FLUXO; Il trattamento delle onde di Claudia Castellucci, un insegnamento per una nuova disciplina sportiva per bambine e bambini tra 8 e 12 anni, seguìto da un “ballo dato pubblicamente”. Immancabili gli interventi (quest’anno a sorpresa) della non-scuola del Teatro delle Albe e degli adolescenti del gruppo Let’s Revolution! di Teatro Patalò.

Sul fronte internazionale, l’inaspettata apertura delle frontiere ha permesso di recuperare in extremis la presentazione dal vivo di Sorry but I feel slightly disidentified…, assolo-duello sul tema dell’identità e degli stereotipi razziali interpretato da Cherish Menzo, performer olandese di ascendenza surinamese con la regia di Benjamin Kahn. El Conde de Torrefiel ha inviato invece istruzioni per realizzare una performance a distanza, evocando le pratiche di Fluxus, ed è nato così Se respira en el jardín como en un bosque, un’azione site specific che coinvolge due persone alla volta. Simon Senn e Riccardo Benassi si connetteranno infine al festival da remoto, in dialogo con Giovanni Boccia Artieri e Laura Gemini.

Molti gli incontri pomeridiani pensati in modalità mista live/digitale anche con illustri interlocutori stranieri, mentre nomi altrettanto noti come quelli di MP5, Katia Giuliani, Masque, Giacomo Cossio, il nuovo collettivo Le notti e Sara Leghissa/Strasse popolano il programma di installazioni e arti visive. Naturalmente non si rinuncia al cinema che avrebbe dovuto essere al centro dell’edizione originaria. L’equipe di Filmmaker cura la programmazione in Piazza Ganganelli, e con il progetto Transfert per kamera inviterà al Festival 5 giovani registi/e italiani/e della scena cinematografica sperimentale per realizzare dei ritratti di alcuni degli artisti in programma e tradurli in brevi documentari, che comporranno una speciale puntata di Fuori orario su Rai 3, dedicata al Festival (in onda sabato 25 luglio). Gli stessi registi presenteranno poi i loro film nel palinsesto cinematografico, che ospiterà anche estratti dal documentario di Mellara e Rossi per Mammut Film dedicato ai 50 anni del Festival, in versione work in progress.

Allo Sferisterio l’immancabile sezione musicale con un mini-festival a cura di Nicolò Fiori dal titolo BISONTE, dall’omonima canzone dei Camillas a cui la rassegna è dedicata. Tra gli ospiti Ruben Camillas, Pierpaolo Capovilla, Dany Greggio, Cesare Malfatti e Angela Barladi. A trasmettere senza sosta per tutto il Festival ci sarà anche Usmaradio con un progetto a cura di Roberto Paci Dalò dal titolo KIN.  Lepida TV trasmetterà invece in diretta e in differita alcuni appuntamenti del programma su grande schermo in Piazza Ganganelli, sul canale 118 della Regione e in streaming su lepida.tv e sul nostro portale www.emiliaromagnacreativa.it.

Santarcangelo Festival è realizzato grazie al Comune di Santarcangelo di Romagna e Comuni di Rimini, Longiano, Poggio Torriana, San Mauro Pascoli e sostenuto da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio della Romagna e Visit Romagna.