Con Šostakóvič e Brahms La Toscanini chiude la seconda parte della stagione

18 febbraio 2021

Si concluderà il 19 febbraio con un viaggio dalla Russia di metà Novecento alla Vienna di fine Ottocento, la seconda parte della Stagione dei Concerti della Filarmonica Toscanini. Autori delle pagine al centro del concerto in programma in live streaming alle 20.30 sui canali della Toscanini e sulla pagina Fb di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 sono infatti Dmítrij Šostakóvič e Johannes Brahms: due maestri appartenenti a epoche diverse ma accomunate dall’uso della forma musicale nella sua veste più tradizionale.

 

Per l’occasione la Filarmonica Toscanini sarà diretta dal giovane Maestro Aziz Shokhakimov, che ha già diretto alcune delle più importanti orchestre europee, americane e giapponesi ed è stato designato per la Stagione 2021-2022 Direttore Musicale dell’Orchestra Filarmonica di Strasburgo, mentre ospite solista è l’artista in residenza Vadym Kholodenko. In programma il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra n.1 in do minore, op.35 di Šostakóvič e la Sinfonia n.1 in do minore, op. 68 di Brahms. Pianista tra i più talentuosi e sensibili della sua generazione, Kholodenko sarà dunque chiamato a interpretare il linguaggio compositivo carico di commistioni e richiami a compositori del passato del concerto di Šostakovic, composto ed eseguito per la prima volta nel 1933, con l’Orchestra Filarmonica di Leningrado e il compositore stesso al pianoforte. Ad affiancarlo in questo Concerto che prevede due elementi solisti sarà Matteo Beschi, prima tromba della Filarmonica Toscanini che commenta così l’impresa a cui è chiamato: “La scrittura della parte trombettistica è a dir poco geniale data la sua caratteristica danzante molto tecnica nei tempi Allegri (staccato al limite della velocità nella fanfara ostinata del Finale) e grazie all’uso della sordina nel secondo movimento che ricrea atmosfere molto intime. Il “solo” dell’ultimo movimento è decisamente ironico. Dà leggerezza al tutto sdrammatizzando quell’aurea di seriosità che a volte la musica classica rappresenta nell’immaginario collettivo”.

 

Anche la Sinfonia di Brahms al centro della seconda parte del programma è un’opera ricca di richiami beethoveniani, che esplicitano il desiderio di Brahms di guardare alla tradizione seppur con sensibilità e occhi nuovi. La prima sinfonia è d’altronde un gradito ritorno per Shokhakimov, che ha debuttato per la prima volta a Bologna proprio con quest’opera: “una sinfonia particolarmente adatta a questo periodo – spiega il Direttore – in quanto ha un carattere drammatico nella prima parte, per poi diventare, nella seconda, terza e quarta parte, progressivamente più ottimista. Non a caso in quest’ultimo movimento si collega molto a Beethoven, alla Nona Sinfonia e questo mi fa pensare al tema dell’unità delle persone e dei popoli, un valore che ci deve ispirare ad unirci contro questo comune nemico che ha i tratti della pandemia tristemente a tutti nota”.