Stefano Bollani e Kristjan Järvi, tra improvvisazione e gioia creativa

14 maggio 2019

Stefano Bollani, compositore e pianista jazz fra i più noti a livello internazionale, ma che da tempo allarga la propria attività al campo della musica classica collaborando con direttori e orchestre di assoluto prestigio, e Kristjan Järvi, musicista d’avanguardia, direttore e compositore riconosciuto come uno dei più acuti e innovativi artisti della scena musicale classica, in questa occasione sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Bologna, regalano al pubblico del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena un concerto irripetibile, innervato di improvvisazioni pianistiche di Bollani e di energia e gioia creativa che Järvi tira fuori da ogni detentore di ogni singolo strumento dell’orchestra.

L’atteso appuntamento, nel cartellone annunciato per mercoledì 15 maggio, alle 20.30, è un momento di incontro fra la stagione concertistica del Comunale modenese e l’Altro Suono festival. La serata ha in scaletta due brani celebri, Bolero di Maurice Ravel e Rapsodia in Blu di George Gershwin, e due composizioni nuove: Concerto azzurro per pianoforte e orchestra di Bollani, arrangiato da Paolo Silvestri, e Aurora, brano di Järvi dedicato alla luce e ai paesaggi nordici.

Il Concerto azzurro, nato dall’incontro tra Bollani e Järvi su commissione della MDR Sinfonieorchester, ad ogni esecuzione rinasce in una nuova forma grazie all’improvvisazione del pianista e al tocco dell’orchestra, di volta in volta residente. Parte integrante dell’orchestra, in ogni sua esecuzione, è la batteria di Bernardo Guerra, talento internazionale che affianca Bollani. “Nel nostro piccolo – racconta lo stesso Bollani – disobbediremo alle regole che, in caso di orchestra sinfonica al seguito, vogliono il pianista obbligato a stare dentro una partitura precisissima e immutabile. E ci rinnoveremo ogni giorno…”

I progetti musicali di Järvi fondono generi diversi, proponendosi al pubblico come esperienza di ascolto nuova. Anche Aurora appartiene a un progetto che il compositore ha concepito come “esperienza sonora”. E’ un viaggio spirituale, emozionale e musicale che ci parla dell’infinitezza del nostro Pianeta Blu e delle mille sfumature delle sue acque. E, come precisa lo stesso Järvi, “Aurora disegna le forme della natura del Nord, con i suoi venti turbolenti, i grandi boschi e la neve”.

Boléro, composizione universalmente nota, nasce nel 1927 su richiesta di una grande danzatrice, Ida Rubinstein, che chiede a Ravel una partitura per un breve balletto di ambientazione spagnola. Ravel, raffinato e mai banale, ne fece una delle composizioni in assoluto più amate dal pubblico. Rapsodia in Blu conosce un analogo successo, crescente e decretato dal pubblico, ma il brano di Gershwin fu anche osteggiato: siamo nel 1924 ed è la prima volta che un musicista propone una composizione in cui si intrecciano la tradizione classica e la musica jazz, ma anche il blues, in una vera e propria commistione di generi e di culture (colta e popolare, europea e americana, bianca e nera), peraltro colorata di “blu” – blue: nell’accezione linguistica americana – vale a dire di tristezza, di canti tristi degli schiavi africani.