Teatri di Vita punta al Cuore d’Inghilterra

30 luglio 2018

Da dodici anni i Teatri di Vita di Bologna esplorano un pezzo circoscritto di mondo, con un festival estivo di reportage che, raccogliendone di volta in volta spettacoli, film, questioni, umori e cibo, condivide col pubblico italiano uno sguardo meno stereotipato sulla geografia umana e culturale che lo caratterizza. Dopo gli ultimi viaggi in Persia e in Argentina, l’edizione 2018, in scena dal 1° al 5 agosto, punta al Cuore d’Inghilterra. Sguardo rivolto, dunque, a speranze e paure di un Paese sulla via della Brexit, a quella terra che per gli italiani ha significato fino a oggi musica, calcio e lingua passpartout, ma soprattutto punto d’arrivo per chi sognava un futuro migliore. “Noi cerchiamo di andarcene – per un weekend, per un anno, per sempre – in Inghilterra, e intanto quella scivola via dall’Unione Europea”: così il festival, guardando oltremanica, fa leva anche su questioni di stretta attualità italiana ed europea, sulla faticosa dialettica politica tra ascesa sovranista e resistenza dello spirito comunitario.

Sul filo della tensione tra incontri e scontri, tra combattere e volare, cadute e ascese, coraggio e fallimento, apertura e chiusura si giocano tutti gli spettacoli in programma. Molta danza contemporanea, con quattro prime nazionali tutte di sera alle 21.15. Il 1 agosto (con replica il 2 alle 12.00) debutta Run di 2 Faced Dance, una compagnia di soli uomini diretta da una delle più importanti coreografe britanniche, Tansin Fitzgerald. Sua è la firma sul primo pezzo del dittico, From Above, mentre il secondo, Fallen Angels, struggente affresco di corpi di angeli in caduta sulla musica incalzante di Tomás Vychytil, è di Lenka Vagnerová. Due travolgenti pezzi di danza al maschile, quindi, che esplorano il lato oscuro dell’umanità combinando forza e atletismo a visionarietà e rarefazione. Il 2 agosto ancora false partenze, cadute e inattese ascensioni segnano il ritmo di Free Falling del collettivo Hagit Yakira Dance Company. La coreografia di Hagit Yakira, con Sophie Arstall, Stephen Monyihan, Fernando Balsera e Verena Schneider, riflette sull’idea di fallimento con un pezzo che diventa ipnotico grazie alla musica di Sabio Janiak. Do Not Be Afraid si intitola il lavoro di Matthias Sperling, coreografo londinese di origini canadesi, che mette in scena la nota danzatrice Rachel Krische, il 4 agosto, in uno spettacolo divertente e serio allo stesso tempo, nel suo spaziare dalla ginnastica olimpica ai giochi televisivi, dai film di fantascienza al vaudeville. In The Princess & The Showgirl, in programma il 5 agosto, Daniel Hay-Gordon e Eleanor Perry, alias Thick & Tight, duo di performer che si muovono tra danza contemporanea e teatro, travestimenti grotteschi e delirio transgender, farsa e cabaret, fanno incontrare la Principessa Diana con Marilyn Monroe, per rivelare curiose somiglianze tra le due icone pop.

I due appuntamenti teatrali del festival sono un omaggio a Claire Dowie, scrittrice, attrice, poetessa e pioniera della stand-up comedy inglese, artista anticonformista ed eclettica, amatissima in patria per la sua capacità di attraversare con ironia e profondità i temi più attuali, come quello dell’identità di genere.  Il 3 agosto alle 21.15 è in scena con When I Fall, If I Fall, sulla particolare condizione di una danzatrice anziana che non può più muoversi, ma che non rinuncia a trasformare la crisi in qualcosa di diverso. Dal 1 al 5 agosto alle 23, il regista di casa, Andrea Adriatico, presenta invece, in anteprima assoluta, un testo della Dowie, nella versione italiana di Stefano Casi, con uno spettacolo prodotto da Teatri di Vita. In scena Olga Durano, Patrizia Bernardi Alexandra Florentina Florea, per  una commedia irresistibile che cala la metamorfosi kafkiana nel tempo in cui il concetto di trasformazione rimanda inevitabilmente a quello di identità di genere.

Ma Cuore d’Inghilterra è anche tanto cinema, con la presentazione di film inglesi recenti in anteprima nazionale, con un omaggio a Stephen Berkoff e al su oultimo film dedicato a Tell Tale’s Heart di Edgar Allan Poe, e con i cortometraggi dei nove drammaturghi inglesi a cui The Guardian ha commissionato altrettante sceneggiature sulla Brexit. Ed è anche musica, con alcune guide speciali, tra cui Ivan Cattaneo, che conducono il pubblico nell’universo pop, rock e punk; è fotografia, con una mostra sulla Brexit di Laura Pannack; è dibattito, grazie agli incontri serali di Schegge d’Inghilterra, che ospitano tra gli altri il giornalista Federico Gatti e l’attore e autore Rai Francesco Di Carlo. Tra gli originali appuntamenti di Lettere dal fronte interno, invece, Virginio Merola, sindaco di Bologna, leggerà una lettera appositamente scritta dal suo omologo inglese, John Blundell, Lord Mayor di Coventry. Immancabile l’affondo gastronomico: protagonista, per forza di cose, il Fish and Chips.

Cuore d’Inghilterra è sostento dal Comune di Bologna, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Fondazione del Monte, da Fondazione Carisbo, fa parte del cartellone di Bologna Estate e vanta il riconoscimento dell’EFFE Label, concesso dalla European Festivals Association come ‘remarkable festival’.

 

 

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Hagit Yakira Dance Company, Free Falling

Thick & Tight, The Princess & The Showgril