Teatro e partecipazione. A Ravenna torna Polis

06 maggio 2019

Rifare della città uno spazio di incontro, contaminazione e dialogo, attraverso un teatro che sia collante di comunità. È l’orizzonte culturale a cui guarda il giovane festival del teatro e della partecipazione diretto da Davide Sacco e Agata Tomsic della compagnia ErosAntEros. Dal 16 al 26 maggio a Ravenna torna infatti Polis, accompagnato da un’immagine di Gianluca Costantini: “una donna combattente – spiegano i curatori – una brigantessa, che ha scelto il brigantaggio come forma estrema di protesta, come noi scegliamo il teatro, come forma di resistenza culturale. Come lei, crediamo che sia ora di armarci fino ai denti, ma di cultura”.  Con spettacoli, incontri e momenti di partecipazione, corroborati da iniziative come crowdfunding di comunità e biglietti sospesi, il festival punta tutto sugli attori e sulla loro capacità di parlare alla collettività, e quindi sulla condivisione e sulla mescolanza di persone, generi e pubblici, su quel teatro di ricerca che senza rinunciare a dialogare con le persone, diventa detonatore di esperienze di crescita e ricchezza per tutti.

È il caso, per esempio, di Ascanio Celestini, tra gli attori-narratori più amati e seguiti del panorama nazionale contemporanee. D’altronde, quando ha coniato l’espressione “Teatro popolare d’arte” lo studioso bolognese Gerardo Guccini si riferiva in particolar modo alla bottega dei narratori che hanno spopolato sulle scene negli anni Novanta e che continuano ancora oggi a tessere il filo dell’incontro tra le platee popolari e la ricerca sul linguaggio più propria del teatro sperimentale. Il festival si apre perciò proprio con Celestini che il 16 maggio alle 21 approda per la prima volta al Teatro Alighieri con Laika, per raccontare, insieme al fisarmonicista Gianluca Casadei, le peripezie degli ultimi, di quei “poveri Cristi” rinchiusi nel microcosmo di un bar in cui sfila un carosello di figure dalle vite invisibili e strazianti.

Tra 23 e 25 maggio gli appuntamenti con il festival sono invece tutti al Teatro Rasi alle 21, preceduti da Meeting your eyes, performance partecipativa di Marzia Bondoli Nielsen.  Al Rasi andranno in scena il 23 maggio proprio gli ErosAntEros con l’ultimo lavoro, Vogliamo Tutto! coprodotto con TPE – Teatro Piemonte Europa e Polo del ‘900 di Torino, un intenso lavoro sul Sessantotto e le sue analogie e rotture con i movimenti di oggi. Protagonista è Agata Tomsic in dialogo con immagini video d’archivio e d’attualità e con le musiche e la regia di Davide Sacco.

Il 24 maggio invece Valter Malosti e G.U.P. Alcaro s’incontrano nello spettacolo Lo Strupro di Lucrezia, tratto dal poemetto di Shakespeare che pone al centro un raptus di violenza incontrollabile raccontato per la prima volta dalla parte di lei.

Ed è ancora un’attrice la protagonista dello spettacolo in programma il 25 maggio: la pluripremiata Silvia Pasello, più volte premio Ubu e Premio Duse, insieme ad Ares Tavolazzi, storico bassista degli Area, rende omaggio a Carmelo Bene con Amor Morto. Concerto Mistico.

Si chiude il 26 maggio alla Sala Muratori della Biblioteca Classense, con una serie di incontri che a partire dalle 16 vedono susseguirsi Marco De Marinis con un talk dedicato alla Politica della Performance, un dialogo con Guido Viale e ErosAntEros sul ponte tra 1968 e 2018, la presentazione di “Spectator, libro di Marzia Bondoli Nielsen con i ritratti degli spettatori fotografati durante la precedente edizione del festival, la restituzione di un laboratorio di scrittura critica e creativa a cura di Silvia Mei e Parteci-polis, un momento di dialogo conclusivo con gli spettatori.

Polis è sostenuto da Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, Regione Emilia-Romagna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.