Thioro, un Cappuccetto Rosso senegalese

30 luglio 2018
Thioro, un Cappuccetto Rosso senegalese è una reinvenzione dal respiro africano di Cappuccetto Rosso, una delle fiabe europee più popolari al mondo e di cui esistono numerose varianti. Da questa storia è nato in Senegal lo spettacolo, frutto della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd, villaggio situato nella savana sub sahariana, e con gli attori del Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye, teatro che deve il suo nome all’attore cardine delle Albe, scomparso nel 2014, fondatore dell’associazione Takku Ligey che coinvolge i giovani del villaggio creando per loro un’alternativa di lavoro e di vita. Le Albe, sin dagli anni ’80, hanno creato importanti spettacoli per contrastare il pregiudizio contro lo straniero,  aiuando poi  le ‘Albe Nere’ a tornare in Africa a fondare la nuova realtà artistica.

Un’occasione per vedere (o rivedere) questo emozionante lavoro che coinvolge bambini e genitori è il 2 agosto alle ore 19.00 al Centro internazionale Cisim di Lido Adriano (Ravenna); il ricavato della serata sarà devoluto al sostegno delle attività teatrali e culturali del Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye.

Ideato da Alessandro Argnani, che ne cura anche la regia, e da Simone Marzocchi e Laura Redaelli, ‘Thioro’ vede in scena due straordinari attori-musicisti senegalesi, Adama Gueye e Fallou Diop, e Simone Marzocchi, compositore e trombettista, in un travolgente meticciato teatrale di parola e musica che fa incontrare suoni, strumenti e ritmi europei con quelli africani.

“Thioro” – produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye – è pensato per i ragazzi a partire dai sei anni ed evoca la tradizionale narrazione estratta dal cuore della letteratura orale europea, con la bambina che indossa la mantellina con il cappuccio rosso e che, mentre attraversa il bosco per portare provviste alla nonna, incontra il temibile e ingannevole lupo. Solo che la versione senegalese della celeberrima fiaba non è ambientata nel bosco ma nella savana, dove la bambina non incontra il lupo ma Buky, la iena. Partendo dalla fascinosa suggestione circa l’origine incerta di Cappuccetto Rosso, e il fatto certo che le narrazioni ispirate allo stesso tema si trovano tanto nel folklore europeo quanto nella tradizione del Lontano e Medio Oriente e in Africa, questo lavoro fa incontrare la fiaba europea con la tradizione africana e, grazie all’intreccio di lingue, immaginari e strumenti musicali, offre agli spettatori un viaggio “africano” immaginifico e dal ritmo pulsante.