Thioro, un Cappuccetto Rosso senegalese

13 maggio 2018

Nell’ambito di Ragazzi a teatro, Artebebè e La stagione dei teatri, domenica 13 maggio (alle 17.00) e sabato 19 maggio (alle 10.00) al Teatro Rasi di Ravenna vanno in scena le ultime due repliche di Thioro, un Cappuccetto Rosso senegalese. Lo spettacolo, pensato per i ragazzi a partire dai sei anni, è nato in Senegal grazie alla feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd, villaggio situato nella savana sub sahariana, e con gli attori del Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye (teatro che deve il suo nome all’attore cardine del Teatro delle Albe, scomparso nel 2014, fondatore dell’associazione Takku Ligey che coinvolge i giovani del villaggio creando per loro un’alternativa di lavoro e di vita).

Ideato da Alessandro Argnani (che ne cura anche la regia) e da Simone Marzocchi e Laura Redaelli, Thioro vede in scena Adama Gueye e Fallou Diop, attori e musicisti, e Simone Marzocchi, compositore e trombettista, in un “meticciato teatrale” che intreccia parola e musica e fa incontrare suoni, strumenti e ritmi europei con quelli africani.

Lo spettacolo – una produzione di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, Accademia Perduta/Romagna Teatri e Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye – è una reinvenzione dal respiro africano di Cappuccetto Rosso, una delle fiabe europee più popolari al mondo e di cui esistono numerose varianti. Ma “Thioro, un Cappuccetto Rosso senegalese” evoca soltanto la tradizionale narrazione estratta dal cuore della letteratura orale europea, con la bambina che indossa la mantellina con il cappuccio rosso e che, mentre attraversa il bosco per portare provviste alla nonna, incontra il temibile e ingannevole lupo; la versione senegalese della celeberrima fiaba non è ambientata nel bosco ma nella savana, dove la bambina non incontra il lupo ma Buky, la iena. Partendo dalla fascinosa suggestione circa l’origine incerta di Cappuccetto Rosso, e il fatto certo che le narrazioni ispirate allo stesso tema le troviamo tanto nel folklore europeo quanto nella tradizione del Lontano e Medio Oriente e in Africa, questo lavoro fa incontrare la fiaba europea con la tradizione africana e, grazie all’intreccio di lingue, immaginari e strumenti musicali, offre agli spettatori un viaggio “africano” immaginifico e dal ritmo pulsante.

Le successive repliche dello spettacolo sono in programma al Centro internazionale Cisim del Lido Adriano di Ravenna (martedì 22 e mercoledì 23 maggio) e nella Scuola Don Minzoni di Ravenna (mercoledì 30 maggio).