Trent’anni tra grano e teatro. A tavola con le Ariette

27 novembre 2019

Che si tratti di tagliatelle o di focacce, di crostate o di cous cous, quando ci si riunisce intorno a un tavolo col Teatro delle Ariette che impasta e cuoce mentre racconta e canta la vita, il cibo ha sempre il sapore delle cose autentiche, della storia di ogni giorno, dell’amore per la terra e per gli altri, della meravigliosa fatica di vivere con selvatica semplicità. Il sapore delle biografie di Paola Berselli e Stefano Pasquini, insomma, le cui vite da trent’anni s’annodano intorno al grano, tra campi, volpi e galline. E naturalmente intorno al teatro, ritrovato a un certo punto dopo un abbandono, e mai più lasciato, diventato quotidianità al pari della quotidianità nei campi: due mondi che s’intrecciano sempre, spettacolo dopo spettacolo, raccolto dopo raccolto.

“Paola e io – racconta Pasquini – siamo sposati dal 18 giugno 1989. Siamo attori e contadini. Da trent’anni viviamo in campagna, alle Ariette, un piccolo podere sulle colline a sud-ovest di Bologna. Coltiviamo la terra, il grano e lo trasformiamo in pane. Non per venderlo, ma per mangiarlo ogni giorno e condividerlo con gli spettatori che incontriamo durante i nostri spettacoli. In mezzo ai campi selvatici delle Ariette siamo stati costretti a rinascere nuovi, diversi, più veri di fronte a un cielo indifferente ai nostri destini, più piccoli, molto più piccoli di prima, granelli di polvere nei campi d’estate. La gioia è sbocciata come un regalo improvviso in mezzo alla fatica, al sudore e alla bellezza di una valle selvatica che è diventata il nostro mondo”.

Per celebrare questo anniversario di nozze, per tre mesi, dal 18 giugno al 21 settembre, i due registi e attori hanno tenuto un diario estivo nutrito da diversi viaggi a Matera in cui raccontano la loro storia trentennale a partire dal punto di vista del grano, appunto, e delle persone e storie che “sanno di pane” incontrate lungo il viaggio. Come sempre il diario è diventato materia di spettacolo (per quaranta persone alla volta) e dopo il debutto a Matera al Festival La Terra del Pane promosso dalla Fondazione Sassi, dal 29 novembre al 1° dicembre l’opera, intitolata Trent’anni di grano, arriva all’Oratorio di San Filippo Neri di Bologna, nell’ambito della programmazione LabOratorio curata da Mismaonda e del progetto La Casa Comune.

In scena, a tessere la “veglia” con Paola e Stefano, c’è anche Maurizio Ferraresi (detto Ferro) compagno irrinunciabile di tutte le avventure teatrali delle Ariette. Insieme, tra tigelle, salumi e formaggi, intrecceranno storie e memorie, per raccontare un mondo che in trent’anni ha fatto un giro vertiginoso fino a cambiare completamente volto. E grazie a Trent’anni di farina, laboratorio pratico di cucina autobiografica, dal 26 al 28 novembre anche gli spettatori (massimo venti) potranno mettere le mani in pasta, imparando sotto la guida degli attori a preparare tigelle, tortelli e sfoglie, mentre condividono storie e racconti. Rigorosamente intorno al tavolo da cucina.