A tu per tu con Primo Levi al Museo Ebraico di Bologna

27 gennaio 2020

A cento anni dalla sua nascita, Primo Levi è tra gli intellettuali che mancano di più ai nostri giorni e a cui con maggiore naturalezza si ritorna ogni volta che si avverte l’urgenza di porsi delle domande sulla libertà, sui diritti, sulla prigionia, sul valore della memoria e della testimonianza. Niente di più difficile, dunque, che vestire i panni del chimico-scrittore detenuto ad Auschwitz, la cui immagine, fatta certamente di parole, di letteratura, ma anche di un certo modo apparentemente sereno, lucido, scientifico di parlare, insegnare, raccontare, è saldamente impressa nella memoria delle generazioni di un intero secolo.

Si sono avventurati nell’impresa del difficile ritratto Luigi De Angelis, regista di Fanny & Alexander, con l’attore riminese Andrea Argentieri – premiato agli Ubu quest’anno come migliore attore under 35 – dando vita a uno spettacolo, fatto soprattutto di parole incarnate, rimesse in vita. L’approccio alla figura dell’autore è stato infatti all’insegna di uno scavo nelle teche Rai per recuperare tracce audio e video di interviste da cui Argentieri, ricorrendo alla tecnica dell’eterodirezione, si lascia attraversare in scena per assumere voce, gestualità, posture, toni dello scrittore, raggiungendo un mimetismo iperrealista. Se questo è Levi, così si chiama la performance, arriva  a Bologna il 27 gennaio per la Giornata della Memoria, in una città che non dimentica la sua storia. Questi gli appuntamenti: alle 12, “I sommersi e i salvati” nell’Aula del Consiglio Comunale riunito in Seduta Solenne; nel pomeriggio  al MEB – Museo Ebraico di Bologna per “Ad ora incerta”. Doppia replica alle 15.30 e alle 17 e una ulteriore che è stata aggiunta alle 18.30.