Un festival per Ezio Bosso. La prima edizione del Buxus Consort Festival

09 settembre 2021

“La musica – diceva Ezio Bosso – si muove, in teatri bellissimi o in piazze fatiscenti, in anfiteatri greci o in piccoli bar. Ed ogni luogo diventa solo musica per quell’attimo”. Per celebrare la preziosa eredità di questa idea di musica libera, a Gualtieri è appena nato Buxus Consort Festival, un festival dedicato al maestro scomparso nel 2020: tre giorni di musica e festa fra piazza Bentivoglio, i paesaggi di golena e quel Teatro Sociale nato dalla forza di una comunità che si arma di badili per “risollevare dalla polvere” il proprio teatro, alla cui impresa Bosso aveva partecipato con tanti concerti, tra cui quello post-sisma del 2012 in cui il pianista tornava a suonare in pubblico per la prima volta e un altro indimenticabile in Piazza Bentivoglio nel 2016.

Dal 10 al 12 settembre il festival ideato da Relja Lukic (anche direttore artistico), Annamaria Gallizio, Goffredo Gibellini, Rita Conti e Riccardo Paterlini, porta a Gualtieri oltre trenta musicisti che negli anni sono stati compagni di strada di Bosso. Si parte il 10 alle 21.30 con un concerto inaugurale in Piazza Bentivoglio che vede protagonisti Gli 8 violoncelli di Torino, che suoneranno in sestetto i Six Breaths composti per loro dal Maestro Bosso nell’estate del 2009.

La giornata dell’11 comincia presto, con un incontro alle 10 al Pioppeto Benecchi in cui si approfondirà il rapporto della musica di Ezio Bosso con la natura, seguito dall’esecuzione da parte del Buxus Consort Strings della Sinfonia n. 2, Under the Trees’ Voices scritto da Bosso nel 2010 su commissione del festival i Suoni delle Dolomiti, per la foresta dei violini della Val di Fiemme. Alle 15 una seconda occasione di incontro, al Teatro Sociale di Gualtieri, approfondirà il rapporto della musica di Ezio Bosso con le immagini mentre alle 21.30 in Piazza Bentivoglio sarà la volta di un concerto del Quartetto d’archi di Torino con un programma che comprende il Quartetto n.2 scritto da Bosso per il film Io non ho paura di Gabriele Salvatores, seguendo un procedimento originale per il quale scrittura musicale e montaggio filmico si sviluppano di pari passo e scena dopo scena, la visione delle immagini ispira la musica e viceversa e il montaggio trae ritmo dalla scrittura musicale in divenire.

Domenica 12 si viaggia invece tra mari e comete, cominciando con un incontro alle 10 alla Zona Isola degli internati dedicato al rapporto della musica del compositore con l’ispirazione derivata dall’estasi e dagli stati alterati della coscienza, a cui segue Wine Trances, concerto con il Quartetto d’archi di Torino che comprende nel programma alcuni brani da The Way of 1000 and 1 Comet di Bosso, un progetto musicale dedicato al pittore langarolo Pinot Gallizio, uno dei protagonisti della ricerca europea tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Si conclude alle 21.30 in Piazza Bentivoglio con Waves and Hope, un concerto di Buxus Consort Strings dedicato ai Seasongs del maestro piemontese, un progetto dedicato all’acqua, nelle sue diverse forme, raccontate attraverso un dialogo immaginario fra due bambini che, giocando con una bacinella piena d’acqua, si chiedono come sia fatto il mare, quale sia il suo profumo, cosa si provi a lasciar scivolare dalla propria mano un pugno di granelli di sabbia. A seguire, brindisi collettivo con gli spettatori per celebrare il compleanno di Bosso che quest’anno avrebbe compiuto cinquant’anni.