URAGANO UBU

17 dicembre 2019

I migliori attori emergenti vivono e lavorano in Emilia-Romagna, come pure gli ideatori dei più interessanti progetti speciali dell’anno. A dirlo senza mezzi termini è il Premio Ubu, il più importante e longevo riconoscimento italiano dedicato al teatro, l’unico referendum (fondato nel 1978 dal grande critico Franco Quadri) che mette insieme la voce di oltre sessanta critici e studiosi di diverse generazioni e provenienti da ogni parte d’Italia, invitati a esprimersi sulla stagione artistica appena conclusa. Tra un premio e l’altro, che hanno disegnato la mappa dell’eccellenza di artisti e maestranze varie, l’emozionante cerimonia del 16 dicembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (trasmessa in diretta a Radio 3) ha visto incoronati come miglior attrice e miglior attore under 35 rispettivamente Marina Occhionero (ex-aequo con Matilde Vigna), interprete di raffinato talento che ha lavorato, tra gli altri, con Oscar De Summa e Pier Lorenzo Pisano (in produzioni della Corte Ospitale e di ERT Fondazione), e Andrea Argentieri, attore santarcangiolese dalle eccezionali doti mimetiche, protagonista nella scorsa stagione del Progetto Se Questo è Levi di Fanny e Alexander e di Docile di Menoventi. Due i premi speciali assegnati a realtà regionali. Il primo proprio a Se Questo è Levi di Fanny & Alexander diretto da Luigi de Angelis, di cui i referendari hanno voluto inteso premiare “la progettualità complessa che attraversa scrittura, corpi, luoghi simbolici e concreti per indagare la personalità dello scrittore e l’eredità politica e umana che ci tramanda”, l’altro all’Associazione Riccione Teatro e Premio Riccione per il Teatro “per l’impegno da sempre profuso verso la promozione della cultura teatrale contemporanea e degli autori italiani sviluppato sul piano della drammaturgia, della ricerca e della sua relazione con le arti sceniche visuali, dell’archiviazione e della diffusione della conoscenza teatrale”. Tra le molte altre candidature per le quali si tenevano incrociate le dita sono andate a buon fine anche quella che ha visto trionfare Lisa Ferlazzo Natoli, premiata per la migliore regia con When The rain stops falling, spettacolo imponente e dai toni epici (prodotto da ERT Fondazione e Fondazione Teatro Due) tratto dall’opera omonima dell’australiano Andrew Bovell pubblicata nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore), che ha conquistato anche le coppe della categoria nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica e di quella dei costumi grazie alla creazioni di Gianluca Falaschi; per le luci, invece, festeggia ancora ERT per il premio a Gianni Staropoli, autore del disegno di Quasi Niente di Deflorian-Tagliarini, una delle co-produzioni di maggiore successo dell’ultima stagione. Il premio alla migliore scenografia è poi stato assegnato a Stefano Tè, Dino Serra e Massimo Zanelli per lo straordinario allestimento scenico del Moby Dick di strada del modenese Teatro dei Venti, mentre ad aggiudicarsi l’ambito premio per il migliore nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica è stato Davide Enia con L’Abisso, spettacolo evento della stagione che vede tra i co-produttori Accademia Perduta/Romagna Teatri. Infine, una mozione dei referendari del Premio Ubu ha indetto a maggioranza una Menzione speciale di solidarietà  per Flavia Armenzoni, Beatrice Baruffini, Alessandra Belledi, ex direttrici del Teatro delle Briciole.