VASCO BRONDI e LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

14 dicembre 2018

“Tra due giorni esce il doppio disco “2008/2018 tra la via Emilia e La Via Lattea”. Con questo disco doppio per me si chiude il progetto Le luci della centrale elettrica. Non so ancora spiegarmi del tutto il motivo, ma è una cosa che percepisco con grande sicurezza e serenità. Sento oggi di poter chiudere un progetto nato all’improvviso e con stupore dieci anni fa e che si è evoluto tantissimo nel tempo, cambiando insieme a me, regalandomi anche un “futuro inverosimile”.  Con questo incipit si apriva il post  di Vasco Brondi, datato ai primi giorni di ottobre, che annunciava l’album in uscita e il tour: ultimi atti del progetto artistico Le Luci della centrale elettrica, tour che aha fatto tappa di recente al Teatro Duse di Bologna e che sarà al Teatro Comunale di Ferara il 16 dicembre 2018.

2008-2018: Tra la Via Emilia e la Via Lattea è un doppio album che racconta il viaggio delle Luci della centrale elettrica seguendo un percorso squisitamente musicale diviso in due parti: nel primo cd  è pubblicata una raccolta di quindici canzoni arricchita dall’inedito “Mistica” (pubblicato lo scorso 21 settembre), e dalla rilettura, anch’essa inedita, di “Libera”, canzone scritta da Vasco Brondi e “data in prestito” agli amici dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Nel secondo cd c’è invece spazio per una rilettura molto particolare e attuale di quindici canzoni del repertorio delle Luci impreziosite dalla presenza di due cover di Francesco De Gregori e dei CCCP.

Il progetto musicale è un “live in studio” che nasce dalla collaborazione degli ultimi sei mesi con la band formata da Rodrigo D’Erasmo (violino), Andrea Faccioli (chitarre), Daniel Plentz e Anselmo Luisi (percussioni), Daniela Savoldi (violoncello), Gabriele Lazzarotti (basso) e Angelo Trabace (pianoforte).  È questa stessa formazione ad accompagnare Vasco nel tour teatrale, il primo,  della sua carriera, in cui si intrecciano  canzoni, letture e racconti. Dopo dieci anni, cinque album, due libri, una graphic novel e centinaia di concerti, nei piccoli bar dei primi tempi o nei grandi “spazi rock” degli ultimi tour, la scelta di spostarsi in teatro asseconda il desiderio di cambiamento ed evoluzione di Brondi che riguarda  la poetica ma  lanche la maggior attenzione per l’aspetto musicale e che non rinuncia a quell’idea di libertà e di indipendenza, lontana dalla mode o dalle tendenze, continua a contraddistinguere la produzione di Vasco Brondi.

 

 

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Mistica