Vizi e virtù da Eschilo a Goldoni. Il Plautus compie sessant’anni

30 luglio 2020

Plautus Festival compie sessant’anni. Nato nel 1956 con un Miles Gloriosus del Centro Universitario Teatrale di Parma e diventato poi festival di caratura nazionale nel 1965 (dopo qualche interruzione) la rassegna che rende omaggio a uno dei più grandi commediografi della storia vanta una longevità straordinaria e si appresta a festeggiare una tappa davvero importante. Sotto la direzione artistica di Cristiano Roccamo, la sessantesima edizione abiterà la splendida Arena Plautina posta ai piedi del borgo medievale di Valbiano, a Sarsina, dal 1 al 18 agosto.

Salva, dunque, nonostante le limitazioni imposte dalle norme anti Covid-19, la mission del Plautus, rivolta in particolare al repertorio del Dramma Antico. Si comincia il 1° agosto con la prima nazionale dell’Aulularia di Plauto firmata da Cristiano Roccamo, con in scena Massimo Venturiello, una parodia dell’ansia umana più che mai attuale anche ai nostri giorni. Il 4 agosto ancora una commedia satirica: toccherà infatti a Vito calcare la scena nei panni de Il Borghese Gentiluomo di Molière per la regia di Gabriele Tesauri. L’8 agosto ancora una commedia, con Marisa Laurito e Mario Scaletta (per la regia di Nicasio Anzelmo) a ridare vita a una delle più fortunate commedie di Aristofane, che prende il nome da quella Lisistrata che inventò lo sciopero dell’amore e del sesso per costringere gli uomini delle poleis greche a firmare finalmente la pace. Il 10 agosto, invece, una nuova prima nazionale, che vedrà Massimo Boncompagni nei panni del controverso Nerone – diretto da Riccardo Bartoletti.

Il 12 agosto spazio alla tragedia e a uno dei più famosi miti della civiltà greca con una versione del Prometo eschiliano diretta da Patrick Rossi Gastaldi con Edoardo Siravo, recentemente insignito del Premio alla carriera – Flaiano Teatro 2020. Si chiude il 18 agosto con le arcinote avventure di Mirandolina: in scena dunque La Locandiera di Goldoni per la regia Paolo Valerio e Francesco Niccolini, con una seducente Amanda Sandrelli. Assieme al Borghese Gentiluomo, Lisistrata e Prometeo, quest’ultimo spettacolo fa parte dei quattro lavori che saranno anche audiodescritti per ipovedenti e non vedenti, grazie al progetto Teatro No Limits promosso dal Centro Diego Fabbri di Forlì.