When the Rain Stops Falling

05 febbraio 2019

 When the Rain Stops Falling è la  storia di due famiglie, gli York e i Law. Una saga familiare che ci porta, vertiginosamente,  dal 2039 al 1959. La nuova produzione ERT , per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli, in collaborazione con Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due di Parma e con il sostegno dell’Ambasciata d’Australia e della compagnia aerea Qantas,  debutta dal 6 al 10 febbraio, in prima assoluta, al Teatro Arena del Sole di Bologna, e poi a Modena e a Parma.

Quattro generazioni di padri e figli, delle loro madri e mogli, vivono nella drammaturgia intima e distopica dell’australiano Andrew Bovell, un successo mondiale andato in scena e premiato in molti Paesi. I diversi fili narrativi,  il graduale sovrapporsi delle temporalità e l’incrocio dei destini delle quattro generazioni, raccontano una corrispondenza  profonda tra le esperienze di ognuno da suggerire che negli alberi genealogici non vi siano ‘scritti’ solo i nomi dei protagonisti, ma anche i comportamenti, le inclinazioni, i desideri e gli errori. Anche la grande Storia attraversa questa vicenda, che guarda a un vicino futuro avvelenato dai cambiamenti climatici.

Il viaggio nel tempo è una vera e propria forma stilistica dello spettacolo che senza usare l’espediente del flashback si avvale di un’architettura narrativa nitida e complessa, utilizzando suono e luci come scatole cinesi. I personaggi, da vecchi e da giovani, entrano ed escono da un quadro all’altro, da un paesaggio all’altro, con un ritmo incalzante che l’autore introduce fin dalle prime pagine.

In scena ci sono Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano. Le scene sono di scene Carlo Sala, i costumi di Gianluca Falaschi, disegno luci di Luigi Biondi, disegno del suono di Alessandro Ferroni e disegno video di Maddalena Parise.

Ne parliamo nell’intervista con la regista, Lisa Felazzo Natoli.

 

Video

Intervista alla regista Lisa Ferlazzo Natoli